Azione o Reazione

Bella , Stamattina mi sono alzato e ho trovato l’ invasor.

…se ragioniamo, il nostro interesse e quello della “cosa pubblica”, insomma, finiscono per coincidere. Appunto per questo dobbiamo curarla direttamente, personalmente, come il nostro lavoro più delicato e importante. Perché da questo dipendono tutti gli altri, le condizioni di tutti gli altri. Se non ci appassionassimo a questo, se noi non lo trattiamo a fondo, specialmente oggi, quella ripresa che speriamo,a cui tenacemente ci attacchiamo, sarà impossibile. Per questo dobbiamo prepararci. Può anche bastare, sapete, che con calma, cominciamo a guardare in noi, e ad esprimere desideri. Come vorremmo vivere, domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere!
Giacomo Ulivi, 19 anni, poco prima di essere fucilato…

Già ttutto sta succedendo perché non ne abbiamo più voluto sapere.

Vero ma anche troppo semplice.

Di cosa non abbiamo più voluto saperne?

Forse non abbiamo più voluto saperne della nostra spiritualità, affidandola solo ai “religiosi”

Forse non abbiamo più voluto saperne della nostra salute, affidandola solo alla medicina e dimenticando completamente che abbiamo anche un sistema immunitario

Forse non abbiamo più voluto saperne della nostra libertà, affidandola solo alla legge

Forse non abbiamo più voluto saperne della nostra alimentazione, affidandola solo all’industria

Forse non abbiamo più voluto saperne della nostra famiglia, affidandola tutta ai “sistemi sociali” (assistenti, ospizi, avvocati divorzisti ecc.)

Forse non abbiamo più voluto saperne di noi stessi, cercando ogni risposta al di fuori di noi stessi.

Non abbiamo più voluto saperne di ogni cosa cercando in ogni cosa un responsabile o un delegato o un colpevole o un risolutore o un qualcosa che, AL DI FUORI DI NOI STESSI faccia per noi.

Ripeto sempre le stesse parole di Albert Einstein…

NON PUOI RISOLVERE UN PROBLEMA CON LA STESSA MENTE CHE L’HA CREATO.

La mente o la mentalità che ha creato questa situazione adesso cerca soluzioni ma non ne troverà mai, al massimo sposterà il problema e ogni volta che si sposta più in là, aumenta solo i problemi.
L’abbiamo visto sempre, è sempre stato così.

Cambiare mente significa smettere di rispondere in modo reattivo, smettere di reagire, il ché non significa non agire ma agire senza reazione.

Non tutti possono comprendere questo “passaggio” ma chi ha capito può fare la sua parte.

Fateci caso.
Qual’è la differenza in termini energetici tra chi è a favore di qualcosa e chi è contrario?

Dico ni termini energetici!!! Non secondo la logica dove “giustamente” ognuno ha la sua.

È la stessa energia.  Pro o contro qualcosa, significa dare energia a quel “qualcosa”!!
Pro o contro non cambia nulla, può solo dargli energia.

 

Cosa devo fare?

Ritornare a se stessi, ritornare a te stesso, a te stessa.

AutoOsservazione ora più che mai!

Nella mente reattiva NON C’È SOLUZIONE!

Nella mente reattiva c’è l’amplificazione dell’energia che c’è in campo, continuare a reagire senza rendersene conto significa fare il gioco del sistema.

Ho scritto in qualcuno dei miei articoli che, abbiamo potere solo in ciò di cui ci sentiamo responsabili, quindi (anche se è sbagliata la parola) anche un po’ colpevoli.

Non c’è da cadere nel senso di colpa, ma prendere cognizione della propria parte di responsabilità è fondamentale per riprendere il “potere” nella circostanza in cui ci troviamo.

Ma a quale livello siamo stati realmente responsabili e quindi anche un po’ colpevoli di questa circostanza?

Sicuramente al livello della nostra inconsapevolezza, del nostro modo di vivere in modalità reattiva e non realmente attiva.

Spero non serva spiegare ulteriormente anche la differenza tra agire e/o reagire!
Sappiamo, l’abbiamo capito che è abissale.

Quindi, smettiamola di fare tutto ciò che proviene dalla nostra reattività oppure, almeno facciamo una sana AutoOsservazione nel momento in cui reagiamo alle cose
e vediamo, guardiamo, sentiamo in noi stessi da quale parte di noi stessi sta partendo o è partita la reazione, da quale parte del nostro corpo, quale parte di noi nel nostro “insieme” sta rispondendo realmente attraverso la nostra reazione visibile.

Se almeno prendiamo coscienza di essere in reazione, anche la eventuale prosecuzione dell’azione reattiva perderà energia e smetterà di alimentare la manifestazione alla quale stiamo reagendo o addirittura, a volte, risulterà essere una azione anomala così tanto evidente che indurrà altre persone a vederla “diversamente”, ad ampliare il proprio “orizzonte”.

Poi, gradualmente, errore dopo errore arriveremo anche a fermare la reazione sul nascere o a trascenderla mentre ci siamo dentro determinando azioni nuove che non saranno più “questo o quello” ma qualcosa di nuovo.

Cosa accadrà dopo non possiamo saperlo perché da quell’altro piano le cose sono diverse, ma sicuramente migliori.

Buona giornata
Un abbraccio a tutti e tutte.

 

Con affetto, Giuseppe Lembo.